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Decollo, una manciata di pagine di un buon libro, ed è già tempo di atterrare. Con meno di due ore di volo, sono a Malta. Mi accoglie una piacevole brezza, che smuove le emozioni di un Altrove, fuori e dentro di noi. Perché il viaggio, si sa, è un processo che avviene in una geografia territoriale, al pari di una geografia dell’anima. E viaggiando, scopriamo noi stessi.

Malta è una ricetta magica, che amalgama sapientemente ingredienti diversi, e un tocco segreto. L’esoticità è l’ingrediente che non ci si aspetta e che conquista il viaggiatore fin da subito, quando lascia l’aeroporto per dirigersi verso l’hotel prescelto. Palme, fichi d’india, fiori selvatici, architetture arabe, un vento caldo che accarezza il volto: pare di essere stati catapultati in Medioriente, con parentesi di Sud Italia che qua e là attirano lo sguardo.

Malta è magnetica. Stordisce per le due facce di una medaglia autentica e preziosa: echi di una storia millenaria si sposano con elementi di forte contemporaneità. Vago per i vicoli di Valletta, come un flâneur guidato da una luce costante, calda e potente. I monumenti e le architetture risplendono di una bellezza accecante… un vero museo a cielo aperto. Il panorama più bello che l’Isola possa regalare è agli Upper Barrakka Gardens, giardini colonnati che dall’alto dominano il Grand Harbour, realizzati alla fine del XVI secolo per offrire ai Cavalieri del vicino Auberge d’Italie un luogo dove riposare.

Si dice che nel corso degli ultimi anni Valletta abbia conosciuto una vera e propria rinascita. Fin dalla sua fondazione è stata una città di nobili e imprenditori ma, dopo la seconda guerra mondiale, a causa dei gravi danni, molti palazzi rimasero vuoti e furono sfruttati come case popolari. Il profilo demografico della città cambiò radicalmente e negli anni ’80 e ’90 molte delle splendide dimore di Valletta erano in stato di totale abbandono. Con il nuovo millennio, a poco a poco, si sono rivalutate e valorizzate alcune aree, mentre i nuovi edifici progettati nel 2015 da Renzo Piano, tra cui il Parliament Building e la City Gate, hanno contribuito a dare alla città un volto nuovo. Capitale Europea della Cultura 2018, Valletta si sta affermando come importante centro dell’arte e del design.

Se Valletta ha conquistato il mio sguardo, a Mdina ho lasciato il cuore. Città araba cinta da mura color oro, l’antica capitale di Malta è avvolta da fascinoso mistero. Nella Città del silenzio, il tempo pare essersi fermato, per cristallizzarne la maestosità di epoca fenicia, poi romana ed infine araba.

Malta, fiera, domina il Mediterraneo. Le acque cristalline lambiscono le sue spiagge dorate e le scogliere a strapiombo. È stato meraviglioso trovare ristoro alla Golden Bay e a Għajn Tuffieħa Bay – due delle spiagge di sabbia più belle di Malta – dopo le intense visite culturali.

Tra le peculiarità che l’isola offre generosa, impossibile non raccontare della gentilezza e dell’accoglienza della sua gente. Mi sono sentita a “casa” sin dal primo momento.
Malta è un sogno dal quale non vorresti mai svegliarti. La voglia di ritornare si è insinuata nella mia mente ancor prima di atterrare a Milano. Questo, dunque, è solo un arrivederci!

Valentina R.

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