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Quello maltese è un arcipelago che richiama tante suggestioni, molte legate ai celebri Cavalieri, altre a Caravaggio, ma tante anche semplicemente alla suggestione del mare, dei viaggi, e alla placida quiete delle spiagge. Malta e Gozo, però, sono meno note per i tesori archeologici che custodiscono, alcuni dei quali ci parlano di un passato lontanissimo e importantissimo, precedente anche a tanti e più celebri siti dell’Europa e del Mediterraneo.

Grotta del tempo
Il più antico sito maltese è Għar Dalam, una grotta naturale. Letteralmente significa ‘caverna oscura’ ed è una lunga grotta generata dal lavoro di erosione dell’acqua, che ha scavato per 144 metri nel calcare corallino. I primi 70 metri sono accessibili ai visitatori tramite una passerella che si inoltra tra stalagmiti e stalattiti, passando vicino ai importanti reperti fossili di animali che un tempo popolavano l’isola. I resti più antichi sono di elefanti nani, ippopotami, piccoli mammiferi e uccelli, mentre quelli più recenti ci parlano della presenza di uomini preistorici. I più vecchi hanno circa 7400 anni, dei super nonni dei maltesi di oggi.

Unico al mondo
Questi nonni di certo avevano credi e riti religiosi ed è possibile che sia di poco più recente il tempio preistorico sotterraneo di Ħal-Saflieni, un monumento unico nel suo genere, scavato nella roccia nel sottosuolo di La Valletta. È un insieme di gallerie, tunnel, scale interamente collegate e distribuite su tre livelli, le cui parti più antiche risalirebbero al quinto millennio prima di Cristo. Nella Sala dell’Oracolo o nel Sancta Sanctorum, un’aria di sacralità aleggia da oltre 7000 anni, e così negli stretti corridoi e in altri ambienti dove sono stati rinvenuti scheletri dai crani allungati e con anomalie genetiche. Al di là di queste che potrebbero sembrare bizzarrie, il sito di Hal Safieni è stupefacente per le tecniche costruttive avanzatissime che sono state utilizzate per realizzarlo e per la monumentalità testimone di una visione del mondo e del bello completamente diversa dalla nostra.

Prima di Stonehenge
Oltre ai riti funerari gli antichi maltesi ne avevano anche di vitali o più semplicemente religiosi, che sono quelli che probabilmente venivano celebrati a Ġgantija, nell’isola di Gozo. Qui si trova un tempio che, come suggerisce il nome, è imponente. Lo è soprattutto per le pietre gigantesche, i megaliti, che sono state utilizzate per costruirlo. La sua prima fase costruttiva risale al 3600 a.C., il che lo rende ben più antico di Stonehenge. E in effetti si tratta del secondo più antico tempio religioso al mondo dopo Göbekli Tepe, in Turchia.

Catacombe ante litteram
Sebbene siano note come Catacombe di San Paolo e rappresentino una delle principali testimonianze del periodo paleocristiano a Malta, probabilmente questi cunicoli e sale sotterranee a Rabat risalgono al periodo punico. Si tratta di un complicatissimo complesso di gallerie e camere mortuarie sotterranee la cui ultima sistemazione risale al III secolo d.C., sebbene, appunto, l’origine si suppone possa essere molto più antica. Un vero e proprio labirinto sotterraneo nel quale si rischia di perdersi, e nel quale si trovano sepolture di ogni tipo. Le tombe più frequenti e peculiari sono le cosiddette tombe a baldacchino. Si notano poi decorazioni e simbologie antiche, incisioni, pitture che ci parlano di una varietà di culti diffusi fra la popolazione.

Piero Pasini

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