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In cammino sull’Altipiano del Tassili
partenza 5 febbraio

A partire da: 2.840

INTRODUZIONE

In una delle zone più remote della terra, nel centro del deserto del Sahara, si trova qualcosa di straordinario e inaspettato. È l’altopiano del Tassili, che si eleva quasi verticalmente fino a duemila metri, nascondendo nel cuore dell’Africa un patrimonio incredibile in termini di varietà paesaggistica e conformazione geologica, e soprattutto la più grande galleria d’arte a cielo aperto del mondo. Sono decine di migliaia le pitture e le incisioni preistoriche che andremo ad esplorare con un trekking unico, in cui il solo rumore che sentiremo oltre a quello dei nostri passi, sarà il soffio del vento desertico.
05/02/2025
12 giorni

DETTAGLI DI VIAGGIO

12 giorni

Aereo,
Auto, minibus

da 8 a 12 persone con tour leader dall'Italia

Djanet: Hotel Dar Dhiaf (semplice albergo)
Algeri: Hotel ABC (3*)
Campi tendati mobili

2025
Mer 05/02 - Dom 16/02

12 giorni

Aereo,
Auto, minibus

da 8 a 12 persone con tour leader dall'Italia

Djanet: Hotel Dar Dhiaf (semplice albergo)
Algeri: Hotel ABC (3*)
Campi tendati mobili

2025
Mer 05/02 - Dom 16/02

LUOGHI DA SCOPRIRE

L’oasi di Djanet, nel bel mezzo del deserto, riesce ad emozionare ogni viaggiatore; per noi visitatori passeggiare tra le sue vie rappresenta “l’attesa” e l’emozione predominante è la brama di esplorare il magnifico deserto circostante; al tempo stesso proviamo curiosità perché quello che per noi è un punto di partenza di un viaggio, per i tuareg e per i locali in genere è invece una tappa o la destinazione finale di chissà quali lunghi viaggi nel deserto.
L’Altopiano del Tassili (Tassili N’Ajjer), a nord della città di Djanet, è un grande massiccio di arenaria che si eleva fino a oltre 2000 metri di altitudine nel cuore del Sahara, in 120.000 km quadrati di territorio algerino al confine con la Libia e il Niger. La tribù tuareg dei Kel Ajjer è l’unica custode dell’immenso tesoro dell’Altopiano – patrimonio UNESCO – costituito, non solo da scenari naturali incredibili, come canyon, foreste fossili, antichissimi cipresseti e cattedrali di roccia, ma anche un’immensa galleria d’arte rupestre. La riserva della biosfera si presenta al viaggiatore come una vertiginosa parete a strapiombo, che può essere attraversata a dorso d’asino o a piedi. Dalla sua sommità si aprono scenari che paiono giungere da altri pianeti: torri e grattacieli di arenaria, tortuosi canyon, anfratti, grotte e wadi in secca. Fra questi si trovano testimonianze di un’inaspettata varietà biologica che permette la sopravvivenza di specie altrove estinte, come il mirto e il cipresso sahariano.
Ciò che c’è di più straordinario nel Tassili è la quantità e la qualità di testimonianze archeologiche e artistiche che conserva. Insediamenti umani e civilizzazioni si sono susseguiti nel corso di almeno 10.000 anni, lasciando numerosi reperti, fra i quali la più alta concentrazione, stratificazione e varietà iconografica di arte rupestre mai rinvenuta, con circa 15.000 raffigurazioni tra pitture ed incisioni. Immagini che ci mostrano un Sahara fertile e popolato di animali, ricco di acque. Fra i vari periodi individuabili, quello dei cammelli, quello dei bovidi e altri, il più affascinante è quello cosiddetto delle “Teste Rotonde”. Le raffigurazioni di questo periodo, fra i 6.000 e gli 8.000 anni fa, dall’aspetto molto moderno, ritraggono grandi figure antropomorfe e animali dalle fattezze “marziane”. Difficile comprendere se si tratta di allucinazioni connesse ai riti sciamanici o se rappresentano maschere e paramenti o iconografie collegate al culto dei morti.
“Alger la blanche”, Algeri la bianca, così veniva chiamata la città quando era colonia francese. Arrivando dal mare o in aereo ancora oggi appare una distesa di palazzi e case in calce bianca. Il suo nome in arabo significa “le isole”, perché un tempo aveva davanti alla sua costa delle piccole isolette che oggi sono state inglobate nelle dighe del porto. Per il resto si distende su dei colli che sono responsabili del continuo saliscendi delle sue vie, piene di scalinate e salite e uno dei quali ospita la Casbah, un luogo che non fosse reale potrebbe tranquillamente esser il set di un film. Moschee, musei e rovine stanno nella parte alta, mentre la parte bassa, ricostruita dai francesi, è caratterizzata da un’aria europea, con teatri, il palazzo di giustizia e il casinò, lunghi e vasti boulevard e palazzi bianchi.

ITINERARIO

Giorno 1: Italia - Algeri - Djanet

Partenza da Roma (da altri aeroporti su richiesta) con volo di linea intercontinentale per Djanet, con scalo ad Algeri. La regione di Djanet si trova al confine con la Libia a est e con il Niger a sud, praticamente nel centro geografico del grande deserto del Sahara, in uno dei luoghi più isolati del pianeta. Arrivo, trasferimento e sistemazione in hotel, molto semplice ma ben curato. 

Pasti liberi.

Giorno 2: Djanet - Akba Tafalelet

Al mattino cominceremo a farci avvolgere dall’atmosfera algerina, con la visita all’oasi di Djanet e la passeggiata nell’affollato souq della città. Dopo le visite incontreremo i nostri autisti e partiremo con i fuoristrada in direzione di Akba Tafalelet, alla base dell’altopiano del Tassili. Lungo il percorso incontreremo la carovana degli asini con i loro asinieri, che condurrà i nostri bagagli al campo, mentre noi ci dedicheremo alla preparazione della spedizione con le guide. Installazione del campo tendato e pernottamento.

Colazione in hotel. Pranzo a pic-nic, cena in campo tendato mobile.

I bagagli personali, così come tende, cibo e acqua, verranno trasportati dagli asini e dovranno quindi essere contenuti in sacche morbide. Consigliamo di portare con voi uno zainetto di ridotte dimensioni dove contenere acqua e quant’altro possa essere utile durante le singole giornate di trekking.

Giorno 3: Akba Tafalelet - inizio trekking sull’altopiano del Tassili (+750 metri di dislivello - circa 8 ore di cammino)

Il viaggio che intraprenderemo oggi ha diversi significati: sarà innanzitutto il principio della nostra spedizione a piedi, il momento in cui inizia l’avventura; sarà un percorso di ascensione ad un deserto superiore, un deserto al “secondo piano”, dove pochi si spingono; ma sarà anche un’elevazione ad un livello superiore di viaggio e conoscenza. Faremo incontri con rarissime tribù di tuareg, che ancora abitano e percorrono queste lande remote. Partiremo dunque con la nostra guida per affrontare con le gambe e con lo spirito la salita che ci condurrà dove regnano il vento e l’aridità e dove l’acqua scarseggia, ma dove troveremo testimonianze di un passato florido, quasi proveniente da un altro pianeta. Pernottamento in campo tendato mobile.
Colazione in campo tendato. Pranzo a pic-nic, cena in campo tendato mobile.

Giorno 4: Tamrit (nessun dislivello - circa 4-6 ore di cammino)

Spesso si usa l’espressione “fermo nel tempo” per descrivere un luogo che per le sue caratteristiche evoca altre epoche e altri mondi. Quando iniziamo l’esplorazione della zona di Tamrit, questa espressione vi sembrerà al contempo esaustiva e inadeguata. In questo settore dell’altopiano del Tassili, oltre a profondi canyon e a paesaggi lunari, si trovano alcune testimonianze di un passato antichissimo, che riportano alla luce del presente racconti di altre epoche. Ma al contempo questo luogo, anziché comunicare la sensazione di un tempo fermatosi, restituisce vivida la consapevolezza del suo scorrere. Ci troveremo infatti di fronte a una foresta dove sopravvivono i rarissimi Cupressus dupreziana, o Cipresso del Sahara, una bolla vegetale sopravvissuta nei secoli ai cambiamenti climatici e alla distruzione antropica. Di fronte ai fossili viventi, ci ritaglieremo tutto il tempo  necessario per ammirarne le bizzarre e monumentali forme. Fisseremo quindi il nostro campo e il bivacco.
Colazione in campo tendato. Pranzo a pic-nic, cena in campo tendato mobile.

Giorno 5: Tamrit - Tin Zoumaitaik (circa 4-6 ore di cammino)

Dopo colazione ci sposteremo da Tamrit in direzione di Tin Zoumaitaik. E’ una zona di grotte e caverne, una delle quali ci svelerà alcune meravigliose pitture rupestri con splendide figure femminili dal corpo minuziosamente decorato, delle quali si scorgono anche alcuni tratti del volto. C’è poi la coppia di figure detta “dei principi”, un capolavoro di squisita eleganza. Le due persone ritratte vestono abiti cerimoniali e il loro volto è coperto da una maschera che lascia trasparire un’elaborata acconciatura simile a quelle ancora in uso oggi. Allestimento del campo.
Colazione in campo tendato. Pranzo a pic-nic, cena in campo tendato mobile.

Giorno 6: Tin Zoumaitaik - In Itinen - Sefar (circa 4-6 ore di cammino)

Si parte in direzione nord-est, imboccando il sentiero che da Tamrit conduce a Sefar. Lungo la strada incontreremo dapprima la cosiddetta “foresta pietrificata”, luogo in cui il fenomeno dell’erosione ha trasformato gli elementi del paesaggio con un casuale quanto sorprendente piglio artistico. Sembra di aggirarsi, infatti, fra le rovine di un’antica città fortificata. Ma per una natura che svela un lato artistico, c’è anche l’ancor più meraviglioso intervento umano. Qui si trova la più grande concentrazione di arte parietale del Sahara, che copre quasi tutti i periodi preistorici. Un museo a cielo aperto, gli Uffizi dell’arte preistorica, che conservano numerose pitture del periodo delle Teste Rotonde: la scena di caccia di In Itinen, una gigantesca pittura di un elefante (oltre quattro metri), la rappresentazione di un accampamento con capre e figure antropomorfe, la corsa di una mandria di buoi – alcuni dei quali montati da figure femminili – e poi il profilo di una grande testa e, inoltre, quello che forse è il dipinto più interessante, nel quale sono immortalati tre personaggi che l’archeologo Henri Lhote ha definito “giudici di pace”. Sono agghindati con abiti da cerimonia e copricapi, nell’atto di consegnare un condannato al boia. Sistemazione del nostro campo e pernottamento.
Colazione in campo tendato. Pranzo a pic-nic, cena in campo tendato mobile.

Giorno 7: Sefar - Tin Tazarift (circa 4-6 ore di cammino)

Sebbene Sefar e Tamrit non siano le mete più note al turismo di massa, il nostro itinerario tocca destinazioni ancor più sconosciute, ma non meno interessanti. Al mattino raggiungeremo Tin Tazarift, sito sito di arte rupestre, che qui vede raccolti alcuni dei suoi capolavori. All’interno di una grotta-riparo in particolare, si trova una rappresentazione altamente suggestiva, con uno dei più scenografici dipinti del periodo delle Teste Rotonde. La grande resa si deve al fatto che le figure sono quasi a grandezza naturale. Si tratta di una coppia di “lievitanti” affiancata ai lati da due arcieri con le loro armi e da altre figure di corredo. Sistemazione del campo tendato e pernottamento.
Colazione in campo tendato. Pranzo a pic-nic, cena in campo tendato mobile.

Giorno 8: Tin Tazarift - Wan Etouami - In Isgfar (circa 4-6 ore di cammino)

Ancora una giornata dedicata alle pitture rupestri, questa volta quelle di Wan Etouami. Qui ammireremo alcuni esempi dell’arte del “periodo dei cammelli” e del “periodo dei bovidi”. Nel pomeriggio raggiungeremo uno splendido luogo dal punto di vista paesaggistico, un arco di roccia, denominato anche “l’arco d’Africa”. Prepareremo quindi il nostro accampamento.
Colazione in campo tendato. Pranzo pic-nic e cena in campo tendato mobile.

Giorno 9: In Isgfar - Wan Goufa (circa 4-6 ore di cammino)

Al mattino comincia il rientro verso Djanet. La prima tappa sarà il sito di Wan Goufa, per ammirare ancora una volta un esempio di arte rupestre sahariana risalente anche in questo caso al periodo misterioso delle Teste Rotonde. Ancora avremo modo di domandarci quale sia il significato di queste enigmatiche forme, quale il simbolismo nascosto, quale la ritualità alla quale erano funzionali. Approntamento del campo tendato e pernottamento.
Colazione in campo tendato. Pranzo pic-nic e cena in campo tendato mobile.

Giorno 10: Wan Goufa - Djanet - Algeri (-750 metri di dislivello - circa 8 ore di cammino)

Quest’oggi completeremo la discesa dall’altipiano e ci ricongiungeremo con i 4×4, che ci condurranno al sito di arte rupestre di Taghaghart. Qui si trova uno dei capolavori più noti dell’arte rupestre sahariana e mondiale: la Vache que Pleure (la vacca che piange). Si tratta in questo caso di una scultura a bassorilievo di incredibile plasticità, il cui perfetto stato di conservazione, unito al “design” unico, ci spingerà a chiederci se siamo di fronte ad un’opera preistorica o post-contemporanea. Con questa bellezza negli occhi arriveremo a Djanet, dove avremo tempo di sistemarci in albergo per qualche ora di riposo e per la cena. Al termine del pasto trasferimento in aeroporto in tempo utile per il volo di rientro su Algeri. Arrivo nella capitale, trasferimento in hotel.

Colazione in campo tendato. Pranzo pic-nic e cena in hotel.

Giorno 11: Algeri

Dedicheremo alla ‘città bianca’ l’intera giornata. Algeri è una delle più belle capitali del Nord Africa, con grandi viali alberati di epoca francese ed edifici dal sapore coloniale e altri che costituiscono alcuni capolavori dell’architettura moderna, come quelli firmati dal celebre architetto Le Corbusier. Visiteremo il nucleo più ruspante e genuino, la casbah, prima di rientrare in hotel nel pomeriggio.
Colazione in hotel. Pranzo in ristorante locale, cena in hotel.

Giorno 12: Algeri - Italia

Imbarco sul volo diretto per Roma (per altri aeroporti su richiesta).  

Colazione in hotel. 

Le visite potrebbero svolgersi in un altro giorno rispetto a quanto pianificato da programma in base ad eventuali variazioni delle condizioni metereologiche e su decisioni prese dal capo spedizione.

I campi tendati mobili saranno approntati in luoghi stabiliti dal capo spedizione il quale, insieme allo staff locale, predisporrà inoltre la cucina da campo. Non sono previsti tavoli e sedie, quindi per consumare i pasti si utilizzeranno tappeti adagiati sul terreno. Saranno fornite tende igloo, materassini in gommapiuma, catini per lavarsi (l’acqua è contingentata) mentre sacco a pelo e cuscino faranno parte del proprio bagaglio personale. Il montaggio delle tende è semplice e intuitivo e spetterà ad ogni partecipante, ovviamente aiutato in caso di necessità dallo staff locale e dal tour leader. I pranzi nel deserto consisteranno in buffet freddi mentre le cene saranno cucinate dal cuoco e consisteranno in piatti caldi.

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