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Lazio – La Via Francigena III – Da Bolsena a Roma

A partire da: 1.590

INTRODUZIONE

La Via Francigena è la principale rotta che dal nord Europa portava a Roma, attraversando l’Inghilterra, la Francia, la Svizzera e, infine, l’Italia. Quando Carlo Magno, nel VIII secolo, riuscì a unificare la maggior parte dell’Europa occidentale, questo insieme di percorsi divenne una delle vie di comunicazione più importanti del Medioevo e, proprio dal popolo di Carlo, i Franchi, prese il nome. Noi abbiamo scelto di percorre a quello che, forse, è il suo tratto più bello, da Lucca a Roma, attraverso la Toscana e la Tuscia laziale, con tre itinerari che possono essere percorsi singolarmente o combinati tra loro.
Questo, il terzo, partendo da Bolsena e dal suo lago di origine vulcanica, ci porterà attraverso la Tuscia con la sua antica capitale Viterbo, città dei Papi, e Sutri dove, secondo la leggenda si fermò Carlo Magno. E poi più a sud fino a Roma, tra ville nobiliari, imprendibili castelli e antichi santuari che punteggiano il paesaggio.

DETTAGLI DI VIAGGIO

9 giorni

Minibus

da 6 a 12 persone con guide locali e tour leader italiano

Hotel Columbus 4*,
Hotel Urbano V 3*,
Hotel Palazzo Riario 3*,
Antica Locanda della via Francigena 3*,
Agriturismo Montefosco,
Hotel Benigni 2*
o similari

2022
Sab 17/09 – Dom 25/09

9 giorni

Minibus

da 6 a 12 persone con guide locali e tour leader italiano

Hotel Columbus 4*,
Hotel Urbano V 3*,
Hotel Palazzo Riario 3*,
Antica Locanda della via Francigena 3*,
Agriturismo Montefosco,
Hotel Benigni 2*
o similari

2022
Sab 17/09 – Dom 25/09

LUOGHI DA SCOPRIRE

Questo lago è uno splendido specchio d’acqua quasi perfettamente circolare. Passeggiando nella quiete dei boschi che circondano le sue placide acque è difficile immaginare che questo era, una volta, un enorme vulcano le cui eruzioni hanno letteralmente formato il territorio che lo circonda. Raffreddatasi la lava, nel corso di milioni di anni l’ambiente si è trasformato; verdi boschi e acque argentee hanno preso il posto della roccia e del fuoco. Intorno sono nati piccoli borghi come Bolsena, con il suo castello, bassa sulle acque, e Montefiascone, alta invece sul bordo dell’antico cratere: da qui la vista spazia sull’intero bacino e sulle sue piccole isole.

Viterbo, ancora oggi racchiusa all’interno delle mura, ha conservato perfettamente il suo aspetto medievale. Il quartiere San Pellegrino è un insieme compatto di case in pietra, loggiati, colonnati e scalette nascoste.
Passeggeremo alla scoperta della sua atmosfera nei vicoli tortuosi, ammirando le torri e le piccole piazze, fino ad arrivare alla Cattedrale e al Palazzo dei Papi.
Nel Medioevo i pontefici fecero di Viterbo una delle loro capitali: questo, insieme al passaggio della via Francigena, portò un’immensa ricchezza: il Palazzo dei Papi, con la sua leggiadra loggia sospesa è proprio il simbolo dell’antica fortuna della città.

Una grande collina tufacea dove si trovano un Castello costruito da Carlo Magno in persona, secondo la leggenda, un mitreo romano trasformato in una suggestiva chiesa medievale, un anfiteatro interamente scavato nella pietra: questi sono alcuni dei tesori del piccolo borgo di Sutri conosciuto anche come “La Perla” della Tuscia. Questa parte del Lazio che si estende fra le propaggini di Roma e il confine con la Toscana è una delle zone più belle del nostro Paese. Splendide ville pontificie circondate da parchi lussureggianti, enormi monumenti romani, necropoli etrusche e i bellissimi laghi vulcanici, come Bolsena e Vico. Un territorio da esplorare con calma e vivere lentamente.

Nelle campagne delle Tuscia si trova una bizzarra villa pentagonale, enorme, costruita proprio nel punto più alto del piccolo paesino di Caprarola.
La villa era la residenza di campagna preferita di Alessandro Farnese, il “Gran Cardinale”, come veniva chiamato, nipote di Paolo III, ricchissimo e coltissimo, che qui si ritirava da Roma con i suoi amici e le sue amanti.
Circondata da un enorme parco, Villa Farnese è uno degli edifici più belli del primo Cinquecento: ariose stanze affrescate, decorate dai grandi artisti del manierismo con le storie della famiglia e della mitologia classica, estesi scaloni di rappresentanza e magnifiche viste a 360° sulla campagna circostante.

ITINERARIO

Giorno 1: Roma - Bolsena

Come gli antichi viaggiatori, mercanti, soldati e pellegrini che hanno percorso per secoli strade e sentieri di luoghi tra più belli d’Europa diretti a Roma, anche noi siamo pronti ad intraprendere uno dei tre itinerari della nostra Via Francigena.
Non tutti sanno che la rotta moderna che oggi viene percorsa, è basata sul diario di un vescovo inglese, Sigerico, che racconta il suo viaggio in 79 tappe da Canterbury a Roma, svoltosi nell’anno 990. Una rotta fatta di boschi, vigneti, ulivi e splendide città medievali, ma anche terme naturali, laghi e vulcani. Un composito sistema di strade romane, tagliate etrusche e ponti medievali fino all’Urbe, la città eterna.
Nel primo pomeriggio appuntamento alla stazione Termini di Roma e transfer per Bolsena per iniziare la nostra avventura. Raggiunta questa antichissima tappa della Via Francigena, ne visiteremo il compatto centro storico di origine etrusca, scendendo dal Castello dei Monaldeschi fino alla Collegiata di Santa Cristina, un insieme di tre chiese a lugubri catacombe.
Sistemazione all’Hotel Columbus (4*) o similare.
Cena libera.

Giorno 2: cammino Bolsena - Montefiascone (17 km)

Al risveglio lasciamo Bolsena in direzione Montefiascone, il paese che possiamo scorgere arroccato come un nido d’aquila sulla sponda sud orientale. Seguiamo il nostro cammino, lungo la cresta dei Monti Volsini, che regalano splendide viste su uno dei laghi più belli d’Italia, con la forma quasi perfettamente circolare e le sue isole, come preziose pietre verdi incastonate nelle acque.
Per aiutarci a capire meglio le caratteristiche così particolari dei laghi vulcanici del centro Italia e, nello specifico, del Lago di Bolsena, ad accompagnarci per tutta la giornata ci sarà un’esperta guida naturalistica.
Attraverseremo poi l’ombroso Bosco di Turona, per arrivare finalmente a Montefiascone, dominata dalla Rocca dei Papi. All’entrata in città ci fermeremo alla Basilica di San Flaviano, curiosa chiesa romanica a due piani, dove si trova anche la tomba di Johannes Defuk, un nobile medievale protagonista della tragicomica leggenda che diede il nome all’ancor oggi ottimo vino bianco locale, l’Est! Est!! Est!!! di Montefiascone, appunto.
Sistemazione all’Hotel Urbano V (3*) o similare.
Colazione in hotel. Pranzo e cena liberi.

Giorno 3: cammino Montefiascone - Viterbo (18 km)

Mancano ormai meno di cento chilometri a Roma, come mostra il cartello all’uscita del paese, e oggi ci avvicineremo, affrontando il percorso verso Viterbo, la città dei Papi, che più volte vi si rifugiarono per sfuggire ai pericoli di Roma e che nel XIII secolo ne fecero, di fatto, la propria capitale.
Dopo essere scesi dal colle di Montefiascone ci incammineremo, per la prima volta, lungo un’antica strada romana. Per diverse centinaia di metri, incederemo sul basolato, pavimentazione composta da grandi pietre scure e piatte che rappresentavano l’ultimo strato delle migliori strade romane. Su di esse, sull’eterna strada per la capitale, per quasi 2000 anni hanno camminato i contadini di queste terre, imperatori e legionari, senatori e mercanti, principi e re.
Raggiunta Viterbo, cuore della Tuscia laziale, dopo esserci rifocillati e riposati, nel pomeriggio andremo alla scoperta della città, in particolare del quartiere di San Pellegrino, che conserva intatto il suo aspetto medievale, e il celebre Palazzo dei Papi. In quest’ultimo si tennero diversi conclavi e il nome di questa riunione ecclesiastica, ebbe proprio qui origine: stanchi dell’attesa, i viterbesi, nel 1270 chiusero i cardinali all’interno del Palazzo “cum clavis”, cioè “a chiave, per non farli uscire fino a elezione papale avvenuta.
Sistemazione all’hotel Palazzo Riario (3*) o similare.
Colazione in hotel. Pranzo e cena liberi.

Giorno 4: cammino Viterbo - Vetralla (18 km)

Una volta lasciateci alle spalle le mura viterbesi, percorreremo un altro tratto caratterizzante la viabilità antica: le vie cave. Si tratta di lunghi passaggi scavati nel tufo vulcanico laziale, questa volta tracciati dagli Etruschi quasi due millenni fa. In alcuni punti l’altezza delle pareti verticali raggiunge quasi i 15 metri e l’ambiente è reso ancora più suggestivo dal bosco che corona questi arcaici percorsi. Ormai sbucati fra campi e uliveti, passeremo dall’Abbazia Forcassi, abbandonata nel Medioevo dagli abitanti che avrebbero poi fondato Vetralla, distante ormai pochi chilometri. All’arrivo sistemazione a L’Antica Locanda della via Francigena (3*) o similare.
Colazione in hotel. Pranzo (pic nic) e cena liberi.

Giorno 5: cammino Vetralla - Sutri (24 km)

Il cammino odierno prosegue sulle strade della Tuscia. Uliveti e querceti dominano il paesaggio. Lasciata Vetralla incontreremo, nel pieno della campagna, le Torri di Orlando, in realtà i resti di due antichi monumenti funebri di epoca romana, che la fantasia popolare medievale trasformò nei resti del castello del prode paladino. Secondo la leggenda il cavaliere nacque, infatti, a Sutri, mentre la madre si trovava in viaggio per Roma, proprio lungo la Francigena o il cammino di Carlo Magno, come veniva spesso chiamato nei testi francesi medievali.
Superata Capranica, si inizierà ad intravvedere Sutri, perla della Tuscia, dove sosteremo due notti, ospitati dall’ Agriturismo Montefosco o similare.
Colazione in hotel. Pranzo libero e cena in agriturismo.

Giorno 6: Sutri - Caprarola - Castel Sant’Elia – Nepi - Sutri

Al mattino lasciamo Sutri a bordo del nostro veicolo per esplorare alcuni dei luoghi più suggestivi e interessanti della Tuscia. Prima tappa sarà la Villa Farnese di Caprarola. Proprio al culmine del piccolo paesino, il ricchissimo cardinale Alessandro fece costruire uno dei più sontuosi palazzi di famiglia: una fortezza di forma pentagonale circondata da un grande parco e decorata da splendidi affreschi a temi mitologici.
Lasciata Caprarola e i lussi del Cardinal Farnese, raggiungiamo Castel Sant’Elia per visitare l’omonima chiesa: si tratta di una basilica minore costruita prima dell’anno mille, quando Carlo Magno e i suoi paladini attraversavano la penisola. Uno scrigno di arte romanica, con affreschi brillanti dopo l’ultimo restauro e uno splendido pavimento cosmatesco.
Ci sposteremo nel vicino borgo di Nepi. Dominato dal Castello dei Borgia, che qui ebbero uno dei loro centri di potere; oggi è un bellissimo borgo medievale. È conosciuto anche come il “paese dell’acque”, grazie alle abbondanti fonti naturali del territorio. Da non perdere l’acquedotto settecentesco, costruito però in stile romano, e la famosa cascata Cavaterra, che scende sotto mura precipitando dal poggio dove sorge la città.
Ultima tappa della giornata sarà la città di Sutri dove, a pochi passi fuori dal borgo, si trova una massiccia rupe di tufo. Qui i Romani realizzarono una delle loro opere più incredibili, un anfiteatro scavato direttamente nella roccia.
La vista migliore l’avremo proprio dalla cima della collina, da dove riusciremo ad ammirare questo stupefacente monumento in tutta la sua grandezza. Al termine delle visite, rientro in in agriturismo per riposarci e prepararci a riprendere il cammino il giorno seguente.
Colazione e cena in agriturismo. Pranzo libero.

Giorno 7: cammino Sutri - Campagnano di Roma (27 km)

Apriremo la giornata rimettendoci in marcia, nuovamente in compagnia di una guida naturalistica per scoprire i segreti dell’ambiente naturale che ci circonda. Attraversando prati e pascoli, raggiungeremo il Parco Naturale Regionale Valle del Treja. All’assolata campagna si sostituirà un fresco bosco, che ci accompagnerà per tutta la seconda parte del percorso.
Incontreremo anche le Cascate di Monte Gelato, dove faremo una sosta per riposarci. La bellezza del luogo ha portato numerosi registi, da Rossellini a Orson Wells, a sceglierle come set cinematografico per i loro film.
La strada riprende e la nostra meta, Campagnano di Roma, apparirà in cima ad uno sperone roccioso proprio davanti a noi, come fosse la prua di una gigantesca nave di pietra. Sistemazione all’Hotel Benigni (2*) o similare.
Colazione in hotel. Pranzo e cena liberi.

Giorno 8: cammino Campagnano di Roma - Isola Farnese (22 km)

Un ultimo sforzo ci attende, pochi chilometri ancora ci separano dall’Urbe. Durante la tratta odierna passeremo dal centro storico di Formello, piccolo borgo medievale, prima di costeggiare l’area archeologica di Veio, un tempo la più importante città etrusca che sfidò Roma. Superato questo antico centro, giungeremo nel minuscolo agglomerato d’Isola Farnese, composto da un gruppo di case seicentesche intorno al castello della famiglia, una chiesa e la struttura in cui pernotteremo… null’altro.
Sistemazione all’hotel Tempio di Apollo (2*) o similare nelle vicinanze.
Colazione in hotel. Pranzo e cena liberi.

Giorno 9: cammino Isola Farnese - Roma (19 km)

I primi cinque chilometri del nostro percorso odierno, richiederanno un po’ di spirito di adattamento, così diversi dai sentieri bucolici che abbiamo sinora battuto. Avanzeremo, infatti, lungo il marciapiede che costeggia la Cassia Nuova, attraverso la periferia romana. Sarà però questione di poco poiché, giunti al raccordo, ci sarà una sorpresa ad attenderci. Da qui si entra, infatti, nella Riserva Naturale dell’Insugherata, inaspettata area selvaggia all’interno della capitale. Attraversando i sentieri del parco, arriveremo alle soglie del centro: prima Monte Mario, il “mons Gaudium” (monte della gioia) degli antichi pellegrini che qui finalmente, magari dopo mesi di viaggio, vedevano San Pietro; poi la via Trionfale, che prende il nome dal percorso che gli antichi generali romani percorrevano durante, appunto, i loro trionfi. Da Monte Mario mancano ormai solo quattro chilometri a Piazza San Pietro, termine simbolico della nostra grande avventura. Transfer alla stazione Termini e rientro in autonomia verso le città di provenienza.
Colazione in hotel. Pranzo in ristorante locale.

L’ordine delle visite potrebbe svolgersi differentemente rispetto a quanto pianificato da programma in base ad eventuali variazioni degli orari di apertura dei luoghi d’interesse.

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