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Sicilia – Luci e malie dell’ovest

A partire da: 2.650

INTRODUZIONE

Per gli antichi Greci era la terra del Dio Sole. I romani sconvolsero il mondo e distrussero Cartagine per conquistarla. Nell’Ottocento, per i viaggiatori che raggiungevano l’Italia sulle orme del Grand Tour, era la quintessenza dello splendore del Mediterraneo. Un itinerario che porta alla scoperta della Sicilia occidentale: millenari siti archeologici, antichi castelli e i lussuosi palazzi della nobiltà sicula ben raccontata da Il Gattopardo. Dalle acque blu del Tirreno alle montagne delle Madonie, passando per le grandi opere di arte moderna che hanno trasformato il territorio e per i mosaici di Piazza Armerina, eccelsa fonte di stupore. Un viaggio per immergersi a fondo nella storia e nella cultura di questa isola magica.

DETTAGLI DI VIAGGIO

9 giorni

Minivan o Minibus

da 6 a 12 persone con guide locali e tour leader italiano

Relais Antiche Saline 4*,
Hotel Foresteria Baglio della Luna 4*,
Gratteri Resort 4*,
La Plumeria Hotel&Restaurant 4*,
Hotel Palazzo Sitano 4*
o similari

2022
Sab 21/05 – Dom 29/05
Sab 02/07 – Dom 10/07
Sab 10/09 – Dom 18/09
Sab 15/10 – Dom 23/10
Sab 05/11 – Dom 13/11
Sab 03/12 – Dom 11/12

9 giorni

Minivan o Minibus

da 6 a 12 persone con guide locali e tour leader italiano

Relais Antiche Saline 4*,
Hotel Foresteria Baglio della Luna 4*,
Gratteri Resort 4*,
La Plumeria Hotel&Restaurant 4*,
Hotel Palazzo Sitano 4*
o similari

2022
Sab 21/05 – Dom 29/05
Sab 02/07 – Dom 10/07
Sab 10/09 – Dom 18/09
Sab 15/10 – Dom 23/10
Sab 05/11 – Dom 13/11
Sab 03/12 – Dom 11/12

LUOGHI DA SCOPRIRE

Chiese barocche quasi piegate sotto il peso dei decori e leggiadre cupole arabe a contrappunto, lussuosi palazzi luccicanti di specchi e chiassosi mercati odorosi e colorati: questa è Palermo, il grande capoluogo dell’isola.
Dai Fenici ai Normanni, da Cicerone a Federico II, lo Stupor Mundi, nessuno ha saputo rimanere indifferente al fascino caotico di questa città.
Sul bordo di una collina affacciata sulle acque blu del canale di Sicilia, si stagliano silenziose le rovine dei templi greci di Agrigento.
Leggiadre colonne, intagliate nella morbida pietra gialla locale, circondate dagli aromi della macchia mediterranea: è l’acropoli dell’antica città di Agrigento, dove i remoti abitanti eressero i templi per i loro dei, fra l’abbraccio del sole e l’odore pungente del mare.
Nel 1950, nelle campagne di Enna, venne ritrovata la Villa Romana del Casale, un vero e proprio palazzo, con tanto di grandi terme private. Ma la sorpresa più grande si trovava sotto i piedi degli scopritori: un’incredibile decorazione a mosaico, la più bella mai ritrovata.
Centinaia di metri quadri ornati con piccole tessere coloratissime dai soggetti vari: bighe che corrono al circo, ma anche Ulisse che offre il vino a Polifemo. Il più grande dei mosaici mostra la cattura e il trasporto di belve feroci, dall’Africa agli anfiteatri romani; ma il più famoso è certamente quello che ritrae un gruppo di longilinee fanciulle impegnate in giochi sportivi.
Cefalù è uno splendido centro marittimo, stretto intorno al suo gigantesco duomo normanno, uno scrigno di mosaici dorati. I vicoli stretti corrono dalla grande roccia che domina l’abitato fino al porticciolo, chiuso tra le colorate casette medievali.
Alle spalle della città si alzano invece le montagne delle Madonie, un luogo ancora oggi selvaggio, dove piccoli borghi fanno capolino fra le cime, le più alte dell’isola, dopo l’Etna.

ITINERARIO

Giorno 1: Palermo - Borgo Parrini - Segesta - Nubia (Paceco)

Ritrovo all’aeroporto di Palermo e partenza verso ovest, immergendoci subito fra i colori delle campagne siciliane. La nostra prima sosta sarà a Borgo Parrini, una piccola borgata contadina, un tempo proprietà della ricchissima chiesa palermitana (parrino, infatti, in dialetto siciliano significa sacerdote). Vent’anni fa questo borgo era ormai spopolato, quando un imprenditore locale decise di portarlo a nuova vita. Oggi, completamente pedonale, è stato interamente trasformato: le case, le piazze e le vie del paese sono state decorate con colori vivaci e frammenti di ceramica luccicante, che si ispirano dichiaratamente all’architetto catalano Gaudì. Una vera meraviglia per lo sguardo.
Dopo esserci rifocillati, siamo pronti per raggiungere le rovine di Segesta. La grande città che resistette ad Atene e distrusse Selinunte non esiste più, ma sulle balze del monte Barbaro si trovano ancora impressionanti testimonianze della sua antica magnificenza: il grande Tempio, che impressionò Goethe durante il suo Grand Tour, perfettamente conservato e, vicino all’Agorà, il teatro, in parte scavato nella roccia, con la sua vista panoramica.
Inseguendo il sole, viaggeremo fino all’estrema costa occidentale dove, fra i vecchi mulini e le saline affacciate sul mare, ci fermeremo a Nubia per pernottare al Relais Antiche Saline (4*) o similare.
Pranzo in ristorante locale. Cena in relais o ristorante locale.

Giorno 2: Nubia - Mozia - Marsala - Erice - Nubia

Oggi, seguendo la costa, raggiungeremo la Laguna delle Stagnone. In questo labirinto di isole e canali i Fenici, primi colonizzatori della Sicilia, fondarono una delle loro colonie più importanti. L’antica città di Mozia occupava proprio una delle isole più grandi di questo mondo salmastro, oggi chiamata San Pantaleo.
Con il traghetto locale la raggiungeremo per scoprire le tracce lasciate da questo enigmatico popolo orientale. Termineremo le visite con il piccolo museo dove si trova la celeberrima statua del “Giovinetto di Mozia”, rinvenuta nel 1979 e considerata un capolavoro della statuaria fenicia.
Tornati sulla terraferma, raggiungeremo le Cantine Storiche Donnafugata nella vicina Marsala.
Visiteremo le cantine ottocentesche, la sala sotterranea delle botti e qui ci fermeremo per pranzo per gustare 5 vini abbinati a 5 classici della cucina siciliana.
Nel pomeriggio torniamo verso nord per raggiungere Erice, un piccolo borgo medievale cinto da mura, appollaiato a 750 metri sopra il livello del mare. Passeggeremo nelle sue vie acciottolate, fra chiesette e palazzi, fino a giungere al Castello di Venere, fortezza normanna costruita sui resti di un antichissimo tempio dedicato alla dea dell’amore. Da qui lo sguardo spazia sul mare, regalando splendide viste sulla costa e sulle isole Egadi. Rientro a Nubia.
Colazione in relais. Pranzo/degustazione in cantina, cena in relais o ristorante locale.

Giorno 3: Nubia - Cretto di Burri - Cave di Cusa - Selinunte - Agrigento

Al risveglio lasciamo la costa per addentrarci nella valle del Belice. Questa parte dell’isola venne sconvolta da un devastante terremoto il 15 gennaio del 1968. Ci fermeremo a visitare due luoghi indissolubilmente legati a questa tragedia. Gibellina Nuova, la città che venne costruita per segnare la rinascita di queste terre. Nel progetto vennero coinvolti alcuni dei più importanti artisti italiani dell’epoca, come Pomodoro, Cascella e Paladino e oggi, fra le vie della nuova città, si ergono quasi 50 sculture e installazioni. Il progetto però, non è mai purtroppo decollato e la città è rimasta ampiamente disabitata, creando così una malinconica atmosfera surreale. Seconda tappa sarà nel luogo in cui si trovava la Gibellina originale a circa 20 chilometri. Qui oggi si trova il Cretto di Alberto Burri, una delle opere di Land Art più grandi al mondo. Nel 1981, l’artista italiano ricoprì le rovine del paese con una sorta di grande sudario in cemento bianco. I vicoli che percorreremo, simili a profonde ferite del terreno, sono gli stessi del centro storico del paese prima del terremoto.
Nel pomeriggio entriamo nel territorio dell’antica Selinunte, un tempo la più occidentale delle colonie greche, sempre in lotta con i suoi vicini. A qualche chilometro dalla città antica, immerse tra gli uliveti si trovano le Cave di Cusa, da cui gli abitanti estraevano la pietra per i loro edifici. Il luogo è disseminato di capitelli abbozzati e rocchi di colonne che arrivano all’altezza di 6 metri: probabilmente la cava venne abbandonata in fretta a furia quando nel 409 a.C. la città venne distrutta.
Non lontane si ergono le rovine della città, fra i cespugli di sedano selvatico che le diedero il nome: selinon, in greco antico, significa proprio sedano. Le immagini dei grandi templi di Selinunte, distrutti dai terremoti, sono da sempre una delle immagini simbolo della Sicilia. Le metope – le decorazioni a bassorilievo del fregio dei templi – sono oggi conservate al Museo Archeologico di Palermo, che avremo modo di ammirare quando giungeremo nel capoluogo siciliano. Al termine delle visite, lasciamo l’acropoli di Selinunte affacciata sul Mar Mediterraneo alla volta di Agrigento. Sistemazione all’Hotel Foresteria Baglio della Luna (4*) o similare.
Colazione in relais. Pranzo libero e cena in hotel o ristorante locale.

Giorno 4: Agrigento - Scala dei Turchi - Favara - Valle dei Templi - Agrigento

Al mattino la nostra prima sosta sarà lungo la costa, per ammirare una delle meraviglie naturali della Sicilia, la celebre Scala dei Turchi. Si tratta di una bianchissima formazione geologica che, consumata dal vento e dalle onde, ha preso la forma di una trionfale scalinata. Secondo la leggenda qui, riparate dai venti, si nascondevano le navi dei feroci saraceni.
Proseguiamo poi per la vicina cittadina di Favara dove, nel 2010, 7 cortili abbandonati del paese sono stati trasformati in centro culturale, con gallerie d’arte moderna e centri espositivi per giovani artisti.
La location del pranzo di oggi sarà altamente suggestiva: il Giardino della Kolymbethra meraviglia naturale al profumo di agrumi in cui ci fermeremo per un rilassante pic nic. Nel pomeriggio ecco ad attenderci la Valle dei Templi: uno dei siti archeologici più famosi e spettacolari al mondo. Una serie di maestosi templi greci che si stagliano su di una collina rocciosa allungata lungo la costa. Non è difficile, ancora oggi, capire la magia di questo luogo per gli antichi costruttori, un podio perfetto dove erigere le loro opere, sotto l’abbacinante luce siciliana, con il blu del mare come sfondo. Rientro in hotel.
Colazione in hotel. Pranzo a pic nic e cena in hotel o ristorante locale.

Giorno 5: Agrigento - Piazza Armerina - Petralia Soprana - Geraci Siculo - Gratteri

Lunga giornata che ci porterà nel cuore della Sicilia, attraversando le montagne delle Madonie, oggi protette dall’omonimo parco naturale regionale.
Lasciata Agrigento, raggiungiamo la cittadina di Piazza Armerina: qui, a pochi chilometri dal suo centro storico, venne scoperta nel 1950 la Villa romana del Casale, probabilmente la più spettacolare residenza privata di tutto l’impero romano giunta fino a noi.
Oltrepassati i resti dell’ingresso monumentale, inizieremo a scoprirla fra giardini, terme e peristili ma, quello che ci colpirà inevitabilmente, sono i colorati mosaici che ricoprono quasi tutti i pavimenti della casa.
Lasciamo Piazza Armerina per attraversare il cuore dell’isola e arrivare a Petralia Soprana, annoverato tra i “Borghi più belli d’Italia”. Piccole viuzze, chiesette e piazze lastricate, che ci faranno respirare l’aria tranquilla di quei paesini dimenticati dal turismo di massa. Dalla piazza del paese, nei giorni tersi, la vista spazia fino all’Etna.
Sarà poi la volta di Geraci Siculo, che ospita il Salto dei Ventimiglia: un ponte-belvedere, completamente trasparente. Da qui potremo ammirare il panorama delle Madonie come sospesi sullo strapiombo.
Al termine di questa emozionante esperienza, proseguiamo verso il Gratteri Resort (4*) o similare. Dopo cena, meteo permettendo, ci spostiamo nel vicino paese di Isnello per ammirare la notte stellata in compagnia degli astrofisici dell’osservatorio che qui si trova. Isnello, grazie all’assenza di inquinamento luminoso, ha ottenuto la certificazione di “Starlight Stellar Park” un riconoscimento internazionale che premia i migliori luoghi al mondo per l’osservazione della volta celeste, uno dei soli due riconosciuti in tutta Italia.
Colazione in hotel. Pranzo in ristorante locale e cena in resort o ristorante locale.

Giorno 6: Gratteri - Castelbuono - Cefalù

In tarda mattinata, per avere un po’ di tempo per riprenderci dalla visita notturna e per approfittare dello splendido giardino del resort, raggiungeremo il paese di Castelbuono, dove sorge uno dei più imponenti castelli della Sicilia, costruito per la potente famiglia dei Ventimiglia. Attraverseremo le sale del maniero fino a giungere alla cappella, trionfo di arte barocca, realizzata dal più celebre dei decoratori Sicilia, Giacomo Serpotta.
Il nostro viaggio prosegue fino verso la costa nord. Qui si trova Cefalù, una delle cittadine più piacevoli di tutta la Sicilia, stretta fra le onde del mare e l’imponente rupe che domina l’abitato, dove vi sono ancora i resti dell’antico Tempio di Venere.
Proprio nel cuore della cittadina si trova l’imponente Cattedrale: costruita dai Normanni è oggi una delle più spettacolari costruzioni del Medioevo siciliano.
I suoi campanili asimmetrici ci introducono in un ambiente ricoperto di luminescenti mosaici a fondo d’oro, di chiara ispirazione bizantina. Al termine delle visite tempo libero per esplorare in autonomia il borgo.
Sistemazione a La Plumeria Hotel&Restaurant (4*) o similare.
Colazione in resort. Pranzo e cena liberi.

Giorno 7: Cefalù - Bagheria - Monreale - Palermo

La giornata di oggi ci vedrà muovere verso Palermo ma, lungo il percorso, immancabile una sosta a Bagheria, la Baaria di Giuseppe Tornatore, un tempo buen retiro delle ricche famiglie palermitane, che trascorrevano l’estate nelle fastose ville circondate da lussureggianti giardini. Noi andremo alla scoperta dell’antico fascino di Villa Palagonia, i cui esterni ospitano una collezione di statue dalle fattezze mostruose. La leggenda vuole che il Principe di Palagonia volle così ritrarre gli amanti della moglie.
Visiteremo poi anche Villa Cattolica, altra splendida magione che ospita il Museo Guttuso: sono qui conservate le tele che il pittore siciliano donò personalmente al paese dov’era nato.
Palermo ci aspetta, ma prima di raggiungerla ci fermeremo appena fuori città nel paesino di Monreale. Come noi si fermò qui a riposare, all’ombra di un carrubo, il re normanno Guglielmo. Secondo la leggenda, durante il sonno la Madonna gli apparve e gli svelò che sotto quell’albero si trovava un enorme tesoro. Al suo risveglio il sovrano fece sradicare l’albero e, con le ricchezze effettivamente rinvenute, decise di erigere qui una spettacolare chiesa dedicata alla Vergine. Il Duomo di Monreale è ancora oggi una delle testimonianze più belle dello straordinario periodo che fu la monarchia normanna nell’isola. Giunti a Palermo, sistemazione all’Hotel Palazzo Sitano (4*) o similare.
Colazione in hotel. Pranzo e cena liberi.

Giorno 8: Palermo

La mattinata si aprirà con una passeggiata nelle vie del centro di Palermo. Prima tappa il Museo Archeologico Nazionale, dove troveremo non solo il fregio del tempio di Selinunte, ma tante testimonianze dei luoghi che abbiamo visitato durante il viaggio.
La nostra esplorazione prosegue e, non lontano dal museo, ci imbatteremo in uno dei piccoli gioielli della città: l’Oratorio di Santa Cita. Questo piccolo scrigno barocco venne decorato per celebrare la Madonna e la vittoria nella battaglia di Lepanto: per i lavori a stucco venne chiamato il migliore, Giacomo Serpotta, che noi già conosciamo e che qui compì il suo capolavoro.
La visita prosegue verso la facciata della Chiesa di San Domenico, la seconda della città, e il rumoroso e pittoresco mercato della Vucciria, uno degli storici mercati palermitani.
Siamo ormai nel cuore del capoluogo, fra i Quattro Canti, che indicano quello che veniva considerato il centro di Palermo, Piazza Pretoria con la celebre fontana che scandalizzò i cittadini con le sue statue nude e piazza Bellini, dove l’arte araba, bizantina e normanna si fondono creando una delle immagini più belle della città.
Al termine ci aspetta una delle residenze nobili più interessanti di Palermo: Palazzo Mirto, la dimora dell’antica famiglia Filangeri, un vero e proprio trionfo di stucchi, specchi e maioliche.
Colazione in hotel. Pranzo e cena liberi.

Giorno 9: Palermo

La prima parte dell’ultima giornata sull’isola sarà dedicata alla visita dell’area monumentale della città, dove si trovano l’antico palazzo dei re siciliani e la grande cattedrale.
Il Palazzo dei Normanni, così ancora chiamato, non ha smesso di essere il centro politico dell’isola, ed oggi è la sede del parlamento regionale. Le stanze nascondo però i tesori dei potenti re di Sicilia, primo fra tutti il grande Ruggero II.
Attraverseremo le sue stanze decorate con scene di caccia, fino ad arrivare alla cappella privata, la Cappella Palatina: un vero e proprio trionfo di arte medievale, fra mosaici bizantini, pavimenti cosmateschi e un soffitto realizzato da maestranze musulmane.
Poco lontana, si trova la grande Cattedrale, enorme costruzione che domina la parte occidentale del centro di Palermo. Costruita dai re normanni dopo la conquista della città, divenne il loro mausoleo. Nell’area monumentale della chiesa vedremo i grandi sarcofagi di porfido rosso proprio di Ruggero II e del suo, forse, ancor più famoso nipote, il grande Federico II di Hohenstaufen.
Dopo pranzo e un po’ di tempo libero, ci ritroveremo per attraversare insieme il quartiere di Ballarò e per un’ultima rapida visita alla Chiesa di San Giovanni degli Eremiti, con le sue celebri cupoline rosse. Da qui, trasferimento in aeroporto e partenza in autonomia per le città di provenienza.
L’ordine delle visite potrebbe svolgersi differentemente rispetto a quanto pianificato da programma in base ad eventuali variazioni degli orari di apertura dei luoghi d’interesse.

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