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Toscana – La Via Francigena I – Da Lucca a Siena

A partire da: 1.560

INTRODUZIONE

La Via Francigena è la principale rotta che dal nord Europa portava a Roma, attraversando l’Inghilterra, la Francia, la Svizzera e, infine, l’Italia. Quando Carlo Magno, nel VIII secolo, riuscì a unificare la maggior parte dell’Europa occidentale, questo insieme di percorsi divenne una delle vie di comunicazione più importanti del Medioevo e, proprio dal popolo di Carlo, i Franchi, prese il nome. Noi abbiamo scelto di percorre quello che, forse, è il suo tratto più bello, da Lucca a Roma, attraverso la Toscana e la Tuscia laziale, con tre itinerari che possono essere percorsi singolarmente o combinati tra loro.
Questo, il primo, partendo da Lucca, tappa più importante per gli antichi viaggiatori dopo l’attraversamento degli Appennini, si dipana attraverso le colline della Toscana centrale tra i suoi vigneti e borghi, come San Gimignano e Monteriggioni. Superate terre a lungo contese, ecco poi svelarsi Siena, regina delle Via Francigena, iconica città universalmente amata.

DETTAGLI DI VIAGGIO

8 giorni

Minibus

da 6 a 12 persone con guide locali e tour leader italiano

Hotel San Miniato 4*,
B&B Villa della Certosa,
Hotel Leon Bianco 3*,
Palazzo San Lorenzo Hotel & Spa 4*,
Hotel Il Piccolo Castello 4*,
Hotel Duomo 3*
o similari

2022
Sab 03/09 - Sab 10/09

8 giorni

Minibus

da 6 a 12 persone con guide locali e tour leader italiano

Hotel San Miniato 4*,
B&B Villa della Certosa,
Hotel Leon Bianco 3*,
Palazzo San Lorenzo Hotel & Spa 4*,
Hotel Il Piccolo Castello 4*,
Hotel Duomo 3*
o similari

2022
Sab 03/09 - Sab 10/09

LUOGHI DA SCOPRIRE

Un piccolo borgo medievale, stretto nella sua cerchia muraria nel cuore della Val d’Elsa. Pittoresche vie acciottolate corrono tutt’intorno alle due piazzette, quella della Cisterna e quella della Collegiata dove sorge, appunto, la Collegiata di Santa Maria Assunta, la chiesa maggiore del paese, interamente decorata da affreschi del ‘300. Su queste meraviglie svettano le celebri case torri, ben 15, sopravvissute dal Medioevo, incredibile testimonianza di un mondo scomparso, che rendono San Gimignano un luogo unico.

“…Monteriggion, che di torri si corona…”. Così la ricorda Dante, in uno dei canti della Divina Commedia, come una dura fortezza militare, che dominava la strada. Oggetto di scontri tra senesi e fiorentini, oggi che tali dissidi sono ormai conclusi, Monteriggioni rappresenta una delle immagini classiche della Toscana: una bassa collina sulla cui cima svetta una cerchia di mura rotonda, perfettamente conservata, dalla quale si levano 14 torri. Al centro, una piccola chiesetta e l’antica piazza d’armi, oggi occupata dai tavolini delle enoteche, pronte ad accogliere gli avventori con un bicchiere di buon vino.

Le colline che si trovano nel centro della Toscana, fra Firenze, Siena e Arezzo sono coperte di filari ordinati di uva Sangiovese che si estendono a perdita d’occhio. Sono le terre di produzione del mitico Chianti, l’oro rosso della Toscana. Nel corso dei secoli, l’antichissima tradizione enologica ha contribuito a trasformare la natura, creando un magnificente paesaggio, punteggiato di aziende vinicole che spuntano con i loro tetti in coccio fra le viti.

Siena si erge alta sulle sue colline. Nel centro, dove le Contrade si incontrano, sorge il Palazzo Pubblico, sede antica e moderna insieme, del Comune con la sua torre civica, la Torre del Mangia, visibile per chilometri nelle campagne. Ricchissimi gli affreschi all’interno, raffiguranti battaglie, condottieri, madonne in maestà e veri e propri manuali di politica medievale. Davanti al palazzo, quasi a forma di conchiglia, la Piazza del Campo, sede due volte all’anno del Palio, a cui l’anima senese è indissolubilmente legata. E poi ancora il Duomo, nel punto più alto di questa città, insieme unico di opere d’arte, in cui il tempo e la storia, complici, hanno saputo regalare un’incredibile atmosfera.

ITINERARIO

Giorno 1: Lucca - San Miniato

Come gli antichi viaggiatori, mercanti, soldati e pellegrini che hanno percorso per secoli strade e sentieri di luoghi tra più belli d’Europa diretti a Roma, anche noi siamo pronti ad intraprendere uno dei tre itinerari della nostra Via Francigena.
Non tutti sanno che la rotta moderna che oggi viene percorsa, è basata sul diario di un vescovo inglese, Sigerico, che racconta il suo viaggio in 79 tappe da Canterbury a Roma, svoltosi nell’anno 990. Una rotta fatta di boschi, vigneti, ulivi e splendide città medievali, ma anche terme naturali, laghi e vulcani. Un composito sistema di strade romane, tagliate etrusche e ponti medievali fino all’Urbe, la città eterna.
Nel primo pomeriggio, ritrovo a Lucca per iniziare la nostra avventura. Superati gli Appennini, qui i viandanti sostavano a lungo per recuperare le forze, trascorrendo il tempo fra arcaiche chiese e i ricchi mercati.
Lucca è una bomboniera racchiusa fra larghe mura, trasformate ormai da più di un secolo in una splendida passeggiata sopraelevata. Persino Napoleone ne rimase profondamente affascinato, tanto da regalarla a sua sorella Elisa.
La città nacque in epoca romana, come testimoniato dalla celebre Piazza Anfiteatro, una stupenda piazza ellittica, dove le casette medievali color pastello vennero costruite proprio sui gradoni dell’antico edificio romano. Nel Medioevo acquisì rilevanza internazionale, proprio grazie alla sua posizione lungo la Via Francigena. Qui, immaginando ciò che la città doveva essere nel passato, visiteremo la Cattedrale di San Martino, imponente tesoro in stile romanico. Qui troviamo, scolpita nella pietra, una raffigurazione singolare, quella di un labirinto che si pensa possa rappresentare proprio le difficoltà che dovevano affrontare i viaggiatori nei secoli passati.
Terminata la visita, a bordo del nostro veicolo, raggiungeremo San Miniato al Tedesco, paese a metà strada tra Pisa e Firenze, passaggio obbligato della Francigena dopo l’attraversamento dell’Arno e delle paludi che un tempo la circondavano. Riconoscerlo non sarà difficile, con la sua altissima torre che domina il panorama, costruita da Federico II, l’imperatore tedesco da cui il paese prende parte del proprio nome. Dopo un breve passeggiata tra le sue vie, sistemazione all’Hotel San Miniato (4*) o similare.
Cena libera.

Giorno 2: cammino San Miniato al Tedesco - Gambassi Terme (24 km)

Al risveglio, con la discesa dal colle di San Miniato iniziamo il nostro cammino sulla Via Francigena. Ad accompagnarci quest’oggi, ci sarà anche un’esperta guida naturalistica che ci spiegherà le caratteristiche naturali del meraviglioso paesaggio che attraverseremo.
La nostra prima tappa ci porterà a seguire il fiume Elsa e l’omonima valle, camminando lungo i crinali dei colli, piste sterrate e sentieri. Intorno a noi l’iconica campagna toscana: dolci colline ricoperte da vigneti e antichi ulivi dai tronchi scolpiti dagli anni, le onde nei campi di grano mossi dal vento, le tenute di pietra e coccio e solitari cipressi, come sentinelle scure all’orizzonte.
Il percorso verrà scandito dalle pievi, le antiche chiesette di campagna che controllavano il territorio, come la Pieve dei Santi Pietro e Paolo a Coiano e quella di Santa Maria Assunta a Chianni, due piccoli gioielli romanici. Raggiunta Gambassi Terme, sistemazione al B&B Villa della Certosa o similare.
Colazione in hotel. Pranzo (picnic) e cena liberi.

Giorno 3: cammino Gambassi Terme - San Gimignano (13 km)

La giornata ci vedrà impegnati in breve percorso ma, forse, tra i più belli di tutto l’itinerario.
Al mattino, riprendiamo la marcia su strade sterrate e sentieri, con filari di cipressi e vigne profumate che si estendo tutt’intorno a noi.
La destinazione odierna è San Gimignano, borgo della Val d’Elsa con i campi di ulivi vetusti dai tronchi ritorti come sculture e gli ordinati vitigni di Vernaccia e Sangiovese, da cui si produce il celeberrimo Chianti. Ed è proprio alla Via Francigena, che entrando da Porta San Matteo attraversava tutto il suo centro storico prima di proseguire verso sud, che San Gimignano deve la sua fortuna. Nel 1351 la città venne conquistata dai fiorentini, perdendo la sua importanza.
Tale perdita però, si tradusse nella conservazione quasi perfetta del suo patrimonio urbanistico medievale. San Gimignano è infatti famosa per le sue case torri onnipresenti nel Medioevo, ma quasi completamente scomparse dalle nostre città, con poche eccezioni. Qui invece si conservano quasi 15 case torri, oltre a chiese affrescate, palazzi nobiliari, mura e antiche fonti.
Arriveremo in paese verso l’ora di pranzo e, dopo un doveroso riposo, ci ritroveremo nel pomeriggio per esplorare questo centro senza tempo. Pernottamento all’Hotel Leon Bianco (3*) o similare.
Colazione in hotel. Pranzo e cena liberi.

Giorno 4: cammino San Gimignano - Colle val d'Elsa (12 km)

Recuperate le energie, proseguiamo lungo il nostro itinerario attraversando un’altra area dell’accogliente campagna toscana, il Chianti, con le linee di viti sulle pendici delle colline che danno i natali al celebre vino vermiglio.
Attraversando questo bucolico paesaggio, il tragitto odierno ci condurrà a Colle Val d’Elsa, il borgo più importante della valle. Come molti centri della Toscana, anch’esso ha conservato il proprio aspetto medioevale, ma il cuore del centro storico che sorge su un poggio che domina il fiume, gli conferisce un’atmosfera unica. Nel pomeriggio poi, avremo l’opportunità di visitare uno dei laboratori dedito alla lavorazione del cristallo, tipica di Colle. La lavorazione del vetro si diffuse in città sin dal 1300 quando i prodotti locali erano esportati proprio lungo la Via Francigena. Oggi la produzione di Colle Val d’Elsa rappresenta il 95% della produzione nazionale e il 15% di quella mondiale, una vera eccellenza. Sistemazione a Palazzo San Lorenzo Hotel & Spa (4*) o similare.
Colazione in hotel. Pranzo e cena liberi.

Giorno 5: cammino Colle Val d'Elsa - Monteriggioni (16 km)

Al mattino, scendiamo per riprendere il nostro cammino. Anche oggi il percorso non ci impegnerà su una lunga tratta, ma ci vedrà attraversare terre a lungo contese fra la ricca Firenze, guelfa e papale, e la fiera Siena, ghibellina nell’anima. Fra campi assolati e verdi vigneti sosteremo all’Abbadia a Isola, antico complesso monastico, costruito quando questi territori non erano ancora stati bonificate dal lavoro di monaci e contadini. La nostra meta ormai si staglia all’orizzonte ed è forse la più importante testimonianza di quei secoli di conflitti fra le due grandi città toscane: il Castello di Monteriggioni. È una poderosa fortezza, costruita dai senesi per il controllo della strada che ancora oggi passa non lontano dalle sue mura. Venne conquistata poi dai fiorentini dopo un lungo assedio, ma solo grazie al tradimento del capitano della guarnigione. Oggi Monteriggioni è uno splendido minuscolo borgo, la quintessenza dei piccoli paesi toscani.
La sua è, però, una storia di fuoco e battaglie. E ben lo ricordava Dante, che decise di usarlo come immagine per descrivere i giganti nel fondo dell’inferno:

“Come quando la nebbia si dissipa,
lo sguardo a poco a poco raffigura
ciò che cela ’l vapor che l’aere stipa,

così forando l’aura grossa e scura,
più e più appressando ver’ la sponda,
fuggiemi errore e cresciemi paura;

però che, come su la cerchia tonda
Montereggion di torri si corona,
così la proda che ’l pozzo circonda

torreggiavan di mezza la persona
li orribili giganti, cui minaccia
Giove del cielo ancora quando tuona.”

Inferno Canto XXI

Sistemazione all’hotel Il Piccolo Castello (4*) o similare.
Colazione in hotel. Pranzo e cena liberi.

Giorno 6: cammino Monteriggioni - Siena (20 km)

Eccoci in partenza per la tappa finale di questo primo itinerario lungo la Via Francigena, la Signora di questa porzione di Toscana: Siena.
Lasciando le turrite mura di Monteriggioni, attraverseremo la Montagnola Senese, un’area verde dove le grandi famiglie della città costruirono le loro residenze di campagna. Simbolo di queste tenute è il Castello della Chiocciola, singola struttura medievale alla quale venne aggiunta una torre circolare che ospita la scala che dà, appunto, il nome al castello.
Mancano ormai pochi chilometri alla meta. Dopo aver attraversato la periferia moderna di Siena, finalmente arriviamo al cospetto di Porta Camollia, il grande ingresso in città per chi giungeva da nord. Ed è solo arrivando a piedi negli antichi centri che si capisce veramente la
loro struttura. Percorrendo con lentezza le strade, come avrebbero fatto le persone che qui vissero nel Medioevo, si iniziano davvero a capire le distanze fra i villaggi e le città.
I grandi ingressi fortificati, la successione di carreggiate, piazze e chiese e punti di osservazione che, a piedi, ti seguono per giorni.
Pochi passi ancora per raggiungere il cuore della città, la Piazza del Campo, che varrà la fatica del nostro cammino. Sistemazione all’Hotel Duomo (3*) o similare.
Colazione in hotel. Pranzo (picnic) e cena liberi.

Giorno 7: Siena

L’intera giornata sarà dedicata alla visita della regina della Francigena. Partiremo dal Palazzo Pubblico, centro del potere della Siena medievale e sede del Comune ancora oggi, dove imperdibili sono gli affreschi dedicati agli effetti del buono e cattivo governo, realizzati nel XIV secolo. Da Piazza del Campo saliremo poi al Terzo di Duomo, nome di una delle tre parti in cui è divisa la città. Qui ammireremo la grande cattedrale salendo sul “facciatone”: un’enorme facciata mai completata, dalla storia curiosa, che regala i migliori panorami della città.
L’ultima tappa riguarderà un luogo incredibile che, però, generalmente viene dimenticato da chi visita la Siena, ossia l’antico Ospitale di Santa Maria della Scala. Costruito nel Medioevo davanti al Duomo per ospitare proprio i pellegrini che percorrevano la Via Francigena. Si snoda su più piani ed è stato affrescato e decorato grazie al finanziamento delle più importanti famiglie della città.
Nel tempo divenne talmente esteso da inglobare una parte della contrada della Selva, le cappelle di diverse confraternite e persino una strada civica che oggi si trova sotto le volte delle costruzioni che la nascosero.
Colazione in hotel. Pranzo e cena liberi.

Giorno 8: Siena - Montesiepi - Siena - Firenze

Al mattino partiremo a bordo del nostro veicolo alla volta dell’Abbazia di San Galgano, nella Val di Merse. Pochi chilometri da Siena per entrare nel mondo delle leggende e dei cavalieri di re Artù: a Montesiepi, sulla cima di un colle, in un’antica chiesa rotonda, si trova infatti una spada nella roccia. Secondo la leggenda si tratta della spada di San Galgano che, dopo una vita di lussuria e violenza, si ritirò qui come eremita. Lasciata la vita da cavaliere infilò la spada in questa roccia. Inoltre, Galvan è anche il nome proprio del nipote di re Artù: che la nostra spada sia la mitica Excalibur che ci attende per essere estratta?
A pochi passi da Montesiepi, il ricchissimo ordine cistercense costruì una gigantesca abbazia dedicata proprio al santo guerriero. La costruzione non ebbe però fortuna e, dopo pochi secoli, venne abbandonata, creando però un luogo incredibilmente suggestivo. Nel mezzo della campagna si ergono oggi le imponenti e solitarie rovine della chiesa: pilastri, colonne, archi gotici che si inseguono svettando verso l’alto, fino al soffitto fatto di cielo.
Al termine delle visite rientro a Siena per il transfer alla stazione ferroviaria di Firenze e rientro in autonomia verso le città di provenienza.
Colazione in hotel. Pranzo libero.

Per chi prosegue il cammino seguendo il secondo itinerario della nostra Via Francigena che da Siena porterà a Radicofani, dopo pranzo pomeriggio a disposizione per il relax o attività di interesse individuale.

L’ordine delle visite potrebbe svolgersi differentemente rispetto a quanto pianificato da programma in base ad eventuali variazioni degli orari di apertura dei luoghi d’interesse.

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