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Toscana – La Via Francigena II – Da Siena a Radicofani

A partire da: 1.470

INTRODUZIONE

La Via Francigena è la principale rotta che dal nord Europa portava a Roma, attraversando l’Inghilterra, la Francia, la Svizzera e, infine, l’Italia. Quando Carlo Magno, nel VIII secolo, riuscì a unificare la maggior parte dell’Europa occidentale, questo insieme di percorsi divenne una delle vie di comunicazione più importanti del Medioevo e, proprio dal popolo di Carlo, i Franchi, prese il nome. Noi abbiamo scelto di percorre a quello che, forse, è il suo tratto più bello, da Lucca a Roma, attraverso la Toscana e la Tuscia laziale, con tre itinerari che possono essere percorsi singolarmente o combinati tra loro.
Questo, il secondo, partendo da Siena e scendendo lungo i suoi colli, si dipana lungo le valli della Toscana meridionale, con le morbide e argillose Crete, le rinomate Montalcino e Montepulciano, la rinascimentale Pienza e la vulcanica Bagno Vignoni. Tappa finale la Fortezza di Radicofani, antico baluardo difensivo che segnava l’inizio delle terre papali.

DETTAGLI DI VIAGGIO

8 giorni

Minibus

da 6 a 12 persone con guide locali e tour leader italiano

Hotel Duomo 3*,
Agriturismo Percenna di Buonconvento,
Albergo Giardino 2*,
Albergo Palazzo del Capitano,
Agriturismo Locanda in Tuscany,
Albergo-ristorante La Torre 2*
o similari

2022
Sab 10/09 - Sab 17/09

8 giorni

Minibus

da 6 a 12 persone con guide locali e tour leader italiano

Hotel Duomo 3*,
Agriturismo Percenna di Buonconvento,
Albergo Giardino 2*,
Albergo Palazzo del Capitano,
Agriturismo Locanda in Tuscany,
Albergo-ristorante La Torre 2*
o similari

2022
Sab 10/09 - Sab 17/09

LUOGHI DA SCOPRIRE

Siena si erge alta sulle sue colline. Nel centro, dove le Contrade si incontrano, sorge il Palazzo Pubblico, sede antica e moderna insieme, del Comune con la sua torre civica, la Torre del Mangia, visibile per chilometri nelle campagne. Ricchissimi gli affreschi all’interno, raffiguranti battaglie, condottieri, madonne in maestà e veri e propri manuali di politica medievale. Davanti al palazzo, quasi a forma di conchiglia, la Piazza del Campo, sede due volte all’anno del Palio, a cui l’anima senese è indissolubilmente legata. E poi ancora il Duomo, nel punto più alto di questa città, insieme unico di opere d’arte, in cui il tempo e la storia, complici, hanno saputo regalare un’incredibile atmosfera.

A sud di Siena iniziano le Crete, una serie di colline brulle e dolcemente ondulate. In primavera sono come un mare verde di spighe mosse dal vento; all’inizio dell’estate è invece il giallo dell’oro fuso a dipingere il paesaggio. Dopo la mietitura ecco emergere i colori dell’argilla, che dà il nome a questo territorio: una varietà di rossi, ocra e grigi mescolati ad arte dalla natura creando un paesaggio lunare. Bianchi calanchi, solitarie querce verdi e svettanti cipressi scuri dall’alto dei poggi, interrompono un quieto panorama di fronte al quale è difficile rimanere indifferenti.

Un gioiello nascosto in una verde valle ai piedi del colle di Castelnuovo dell’Abate. Avvicinandosi, tra un mare di verzura, ecco spuntare le bianche absidi di questa splendida chiesa. Capolavoro dell’arte romanica, venne fondata secondo la leggenda da Carlo Magno in persona, di ritorno da Roma proprio lungo la Via Francigena. Tra i ruderi del chiostro e i mostri antichi scolpiti sui capitelli, quest’opera architettonica sospinge verso la ricerca dell’antica serenità di questi luoghi.

Il paesino da sogno della Toscana, un piccolo borgo su di una bassa collina che regala viste meravigliose tutt’intorno, fra cipressi e vigorosi campi. Qui vi nacque un Papa, Pio II, che cercò di trasformare il suo natio centro di campagna nella città ideale del Rinascimento. Eleganti palazzi per sé e i suoi cardinali disposti intorno al nuovo Duomo, il tutto in una manciata di strette vie pedonali e piazzette raccolte. Oggi Pienza è diventata anche una delle capitali della gastronomia Toscana celebre, ad esempio, per il suo gustoso pecorino.

Dove le pendici orientali del Monte Amiata, antichissimo vulcano, sfumano in dolci colline, scorre il minuto fiume Orcia. L’omonima valle è la quintessenza della Toscana: affascinanti borghi medievali su cui dominano castelli fiabeschi, onnipresenti filari di cipressi, boschi di querce e faggi, territorio di cinghiali, lupi e caprioli.
Sono le Terre dei grandi vini, il Brunello di Montalcino e il Nobile di Montepulciano, prodotti ancora oggi in questi piccoli territori seguendo tradizioni antiche. Un’area della Toscana, questa, diventata Patrimonio UNESCO come eccezionale esempio di connessione fra l’uomo e la natura.

ITINERARIO

Giorno 1: Siena

Come gli antichi viaggiatori, mercanti, soldati e pellegrini che hanno percorso per secoli strade e sentieri di luoghi tra più belli d’Europa diretti a Roma, anche noi siamo pronti ad intraprendere uno dei tre itinerari della nostra Via Francigena.
Non tutti sanno che la rotta moderna che oggi viene percorsa, è basata sul diario di un vescovo inglese, Sigerico, che racconta il suo viaggio in 79 tappe da Canterbury a Roma, svoltosi nell’anno 990. Una rotta fatta di boschi, vigneti, ulivi e splendide città medievali, ma anche terme naturali, laghi e vulcani. Un composito sistema di strade romane, tagliate etrusche e ponti medievali fino all’Urbe, la città eterna.
Nel primo pomeriggio, ritrovo a Siena per iniziare la nostra avventura. Partiremo dal Palazzo Pubblico, centro del potere della Siena medievale e sede del Comune ancora oggi, dove imperdibili sono gli affreschi dedicati agli effetti del buono e cattivo governo, realizzati nel XIV secolo. Da Piazza del Campo saliremo poi al Terzo di Duomo, nome di una delle tre parti in cui è divisa la città. Qui ammireremo la grande cattedrale salendo sul “facciatone”: un’enorme facciata mai completata, dalla storia curiosa, che regala i migliori panorami della città. Sistemazione all’Hotel Duomo (3*) o similare.
Cena libera.

Giorno 2: cammino Siena - Ponte d’Arbia - Buoncovento (26 km)

Salutata Siena dalla Porta Romana, comincerà il cammino lungo la strada che segue l’antica Cassia costeggiando le Crete senesi. Un territorio brullo e argilloso quasi privo di alberi. Campi che si estendono collina dopo collina, dai volti differenti a seconda delle stagioni. I borghi spuntano come isole nella campagna, annunciati dagli immancabili cipressi. Sul percorso incontreremo anche la Grancia di Cuna, una fattoria fortificata medievale che ebbe un ruolo di spicco nel passato. Oggi, ancora in attesa di lavori di restauro, si presenta come un grande complesso di torri, granai e abitazioni. Proseguiamo fino alla località Ponte d’Arbia, dove attraverseremo l’omonimo fiume di dantesca memoria, per raggiungere l’Agriturismo Percenna di Buonconvento (o similare) che ci ospiterà per la notte.
Colazione in hotel. Pranzo libero (pic nic) e cena in agriturismo.

Giorno 3: cammino Buonconvento - Montalcino (20 km)

Oggi cammineremo tra i luoghi cantati dal sommo Dante nella Divina Commedia, tra cui il fiume Arbia, che il poeta immaginava con le acque arrossate dal sangue dopo la battaglia di Montaperti del 1260 tra guelfi e ghibellini. Ad accompagnarci, ci sarà anche un’esperta guida naturalistica che ci spiegherà le caratteristiche naturali del meraviglioso paesaggio che attraverseremo. Il percorso, infatti, si snoda tra campi e vigneti fino alle mura di Buonconvento altro sito dantesco: qui venne avvelenato, da un monaco traditore, l’imperatore tedesco Enrico VII, “l’Alto Arrigo”, figura in cui Dante riponeva le sue ultime speranze per ritornare a Firenze dall’esilio.
Da Buonconvento prenderemo poi una celebre variante del percorso principale con destinazione Montalcino. Superfluo dire che saremo circondati da vigneti che si estendono a perdita d’occhio e tenute vinicole. È qui, infatti, che si produce il celebre Brunello.
Superata l’Abbadia Ardenga, dove degusteremo i vini di queste terre, inizieremo a scorgere il Castello di Montalcino che domina la campagna. La salita degli ultimi 2 chilometri, immersa tra splendide viste, ci porterà proprio al poggio dove si trova la cittadina, nel cui centro sorge l’Albergo Giardino (2*) dove alloggeremo (o in struttura similare).
Colazione in hotel. Pranzo (picnic) e cena liberi.

Giorno 4: Montalcino - Pienza - Montepulciano - Montalcino

Al risveglio, partenza a bordo del nostro veicolo per una giornata dedicata ad una splendida parte della Toscana. Quando Enea Silvio Piccolomini, una delle menti più brillanti del Rinascimento, autore di libri e commedie, anche di argomento licenzioso, venne eletto papa nel 1453, la storia del piccolo paese di Corsignano cambiò per sempre. Avvalendosi dei migliori
architetti e urbanisti del periodo, decise di trasformare il piccolo borgo di campagna dov’era nato, nel borgo rinascimentale ideale. Il paese, che sarà la nostra prima tappa, venne ribattezzato Pienza, la città di Pio, il nome pontificale che il nostro Enea si era scelto.
Oggi conosciuta in tutta la Toscana per il suo pecorino, Pienza è un piccolo gioiello: al centro il Duomo affiancato dal Palazzo Piccolomini e dal Palazzo Borgia, dai nomi delle famiglie papali più legate a questo luogo, e tutt’intorno, vie pedonali e angoli nascosti che regalano bellissimi scorci sulla campagna circostante.
Non lontano, su di un aspro colle, sorge la città di Montepulciano, ancora oggi protetta dalle sue mura, seconda tappa della giornata. Salendo fino alla Piazza del Duomo, ammireremo gli angoli più affascinanti di questo borgo, scenografia di tanti film.
Scenderemo poi sottoterra, nelle cantine dei grandi palazzi nobiliari dove scopriremo i segreti del celebre vino Nobile, che oggi rende questo paese celebre nel mondo. Prodotto con una variante del sangiovese, il prugnolo gentile, è uno dei più antichi vini italiani, citato in un documento del X secolo e, sicuramente, ancora oggi dei più apprezzati. Tradizionalmente il suo invecchiamento non avveniva nelle tenute vinicole sparse per il territorio, ma proprio nel centro città, in grandi cantine scavate sotto i palazzi delle famiglie più importanti. Al termine delle visite rientro a Montalcino
Colazione in hotel. Pranzo e cena liberi.

Giorno 5: cammino Montalcino - San Quirico d’Orcia (24 km)

Partiamo da Montalcino per arrivare ad uno dei gioielli nascosti della Toscana. Dopo circa 10 chilometri di cammino, in una piccola valle verdeggiante, ecco infatti spuntare il campanile dell’Abbazia di Sant’Antimo. Secondo la leggenda, venne fondata da Carlo Magno in persona di ritorno da Roma nel 781, percorrendo la via che proprio dal suo popolo prenderà il nome: la nostra Via Francigena, la via dei Franchi. Il ricordo di Carlo e dei suoi paladini è vivo lungo l’intero tragitto, come esemplificato dalle Torri di Orlando, paladino del re, che sorgono dopo Viterbo. Dell’antica abbazia oggi sopravvivono l’elegante chiesa in stile romanico, con i suoi bellissimi dettagli scolpiti, e parte del chiostro, tutto costruito con una lucente pietra calcarea che si staglia sullo sfondo verde di questa conca nascosta.
Dopo esserci rifocillati, riprendiamo il percorso verso San Quirico d’Orcia, con sistemazione presso l’albergo diffuso Palazzo del Capitano o altra struttura.
Colazione in hotel. Pranzo (picnic) e cena liberi.

Giorno 6: cammino San Quirico d’Orcia - Bagno Vignoni - Castiglion d’Orcia (9 km)

Dopo una breve visita di San Quirico e alla sua Collegiata, riprendiamo la Francigena per un breve percorso attraverso i panorami della val d’Orcia. Alla nostra destra, troneggia il Monte Amiata, antico vulcano che domina la Toscana meridionale, che ci farà compagnia sino a Radicofani. Continuiamo nella Val d’Orcia, oggi Patrimonio dell’Umanità UNESCO, insieme ad una guida naturalistica che ci spiegherà le caratteristiche di questo territorio così influenzato dall’Amiata. All’arrivo a Bagno Vignoni vedremo uno degli effetti della presenza del vulcano, la piazza-piscina dalle ribollenti acque. Nel Medioevo, infatti, la piazza centrale di questo borgo venne trasformata in vasca per raccogliere le calde acque termali del sottosuolo. Oggi non è più possibile bagnarsi in essa, ma chi vorrà potrà rilassarsi nell’acquee termali del Parco dei Mulini, che si trova a pochi passi.
Dopo un po’ di tempo libero, riprendiamo la strada per l’ultima tratta di circa un’ora sino a Castiglion d’Orcia. Sistemazione all’agriturismo Locanda in Tuscany o similare.
Colazione in hotel. Pranzo e cena liberi.

Giorno 7: cammino Castiglion d’Orcia - Radicofani (20 km)

Da giorni, lungo il nostro itinerario, si vede una torre regnare l’orizzonte, che svetta alta e solitaria in cima ad un alto poggio. Si tratta della Fortezza di Radicofani che, dai suoi 800 metri di altitudine, domina l’antica frontiera fra il Granducato di Toscana e lo Stato Pontificio, più o meno dove oggi si trova il confine regionale fra Lazio e Toscana. Importante fortezza Medicea, fu prima la sede del celebre bandito Ghino di Tacco, che saccheggiava gli ignari viaggiatori ma che, gradito a Dante, è stato collocato dal sommo poeta nel purgatorio. L’agognata meta che raggiungeremo nell’ultima tratta della nostra peregrinazione. La giornata trascorre immersi in un’ambiente quasi selvaggio, a maggioranza caratterizzato da boschi anziché da coltivazioni, con pochissimi paesi che si scorono in lontananza fino all’arrivo alla base del colle di Radicofani. All’arrivo, sistemazione all’Albergo-ristorante La Torre (2*) o similare.
Colazione in hotel. Pranzo (picnic) e cena liberi.

Giorno 8: Radicofani - Firenze

Al mattino, dal paesino di Radicofani saliremo proprio sin all’ultimo piano della torre, per ammirare un incredibile panorama a 360°: la Val d’Orcia, che abbiamo attraversato passo dopo passo, il Monte Amiata, le colline umbre e, nei giorni sereni, il riflesso argenteo delle acque del lago di Bolsena, già nella Tuscia laziale. Sulla sommità della torre di questa poderosa fortezza, avremo veramente terminato il nostro cammino nella Toscana meridionale.
Al termine, rientro in paese per il transfer alla stazione ferroviaria di Firenze e rientro in autonomia verso le città di provenienza.
Colazione in hotel. Pranzo libero.

Per chi prosegue il cammino seguendo il terzo itinerario della nostra Via Francigena, che da Bolsena porterà a Roma, dopo pranzo trasferimento a Bolsena. Sulla strada sosta per la visita della Cripta del Santo Sepolcro ad Acquapendente e, all’arrivo, visita della città.

L’ordine delle visite potrebbe svolgersi differentemente rispetto a quanto pianificato da programma in base ad eventuali variazioni degli orari di apertura dei luoghi d’interesse.

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